La gara da 554.600.706 euro era già andata deserta l’anno scorso e ora torna in scadenza il 19 novembre
Il numero di partenza è 937.843.327,17 euro. È il valore complessivo delle tre principali procedure in scadenza tra novembre e dicembre secondo la ricognizione sugli importi pubblicati. Letto come un prospetto, si scompone in tre righe: 554.600.706 euro alla concessione Sogin per i sistemi di accumulo a batteria di Latina, 124.318.654,59 euro alla fornitura bandita da Rete Ferroviaria Italiana, 258.923.966,58 euro al valore indicato nel portale istituzionale. La somma torna al centesimo, ma dietro ci sono tre documenti, tre stazioni appaltanti e tre scadenze distinte. La domanda per un’impresa è quindi una sola: cosa va presentato, e entro quando.
Tre bandi, una somma al centesimo
Il calendario va letto a partire da oggi, 1 novembre 2026. La procedura Sogin chiude il 19 novembre, cioè tra 18 giorni. Rete Ferroviaria Italiana ha pubblicato bando e disciplinare lo scorso 28 ottobre per la fornitura di filo sagomato in rame e argento, con termine fissato al 2 dicembre: è una delle procedure più recenti fra quelle considerate, e lascia agli operatori poco più di un mese dalla pubblicazione. Il terzo valore, 258.923.966,58 euro, è quello riportato nel portale istituzionale della Provincia di Imperia, con data indicata al 23 novembre.
La proporzione è il primo dato da registrare. Delle tre righe, una sola, la concessione Sogin, vale il 59% circa del totale. Più della metà della cifra complessiva dipende quindi da un’unica procedura. E non è la prima volta che quella procedura viene bandita.
Latina, secondo tentativo: il bando che pesa per più di metà
Il precedente è documentato. Come ricostruisce il quotidiano NT+ Edilizia e Territorio, «dopo il bando promosso l’anno scorso e non andato a buon fine, la Società gestione impianti nucleari ci riprova ad affidare in concessione la progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione di sistemi di accumulo dell’energia a batteria (Bess) presso l’area dell’impianto Cirene». L’oggetto è quindi un contratto di durata che copre l’intero ciclo, dalla progettazione alla gestione, nel comprensorio dell’ex centrale nucleare di Latina. Il valore stimato resta 554.600.706 euro, la scadenza il 19 novembre.
Il contesto nazionale aiuta a pesare la procedura. Secondo un’analisi sulle aste MACSE, Terna ha confermato una seconda asta prevista per novembre 2026, con l’obiettivo di aggiungere 16 GWh di capacità di stoccaggio. Anche dopo quel volume, l’Italia avrebbe ancora bisogno di oltre 34 GWh di capacità aggiuntiva entro il 2030. Il fabbisogno, in altre parole, non si esaurisce con un singolo strumento: ogni sito disponibile e ogni procedura aggiudicata contano sul saldo al 2030.
Qui si vede il collo di bottiglia. Per un operatore BESS la finestra di novembre concentra due appuntamenti: la scadenza Sogin del 19 e l’asta MACSE nello stesso mese. Le offerte per una concessione di questa dimensione richiedono progettazione, piano economico e struttura finanziaria; preparare in parallelo la partecipazione a un’asta nazionale assorbe le stesse risorse tecniche negli stessi giorni. Il dato documentale è che la gara di Latina è già andata a vuoto una volta. Un secondo esito negativo non cambierebbe le risorse disponibili, ma sposterebbe ancora in avanti l’utilizzo di un sito destinato allo stoccaggio.
La scala delle PMI: 150 milioni, 20.000 euro a testa
Scendendo di quattro ordini di grandezza, dalle centinaia di milioni ai 20.000 euro, la domanda resta la stessa. Il Voucher Cloud e Cybersecurity, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il supporto di Invitalia, dispone di una dotazione di 150 milioni di euro per piccole e medie imprese e lavoratori autonomi. Il contributo è a fondo perduto, fino al 50% delle spese ammissibili, con un massimo di 20.000 euro per beneficiario. Come indica la comunicazione del MIMIT, poco meno della metà delle risorse, 71 milioni di euro, è destinata ai soggetti residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
La soglia va letta in cifre. Il tetto di 20.000 euro corrisponde al 50% di 40.000 euro di spesa ammissibile: sotto quella soglia il contributo segue la percentuale, sopra si ferma comunque a 20.000 euro. Un progetto da 30.000 euro vale 15.000 euro di contributo; uno da 60.000 euro ne vale 20.000, cioè un terzo della spesa. Nella documentazione sul voucher la data indicata è il 10 novembre, a nove giorni da oggi. Quante delle imprese a cui sono destinati questi fondi hanno già pronta la documentazione delle spese?
Il quadro complessivo è questo: quasi 938 milioni nelle tre gare principali, più 150 milioni di voucher. Le risorse sono pubblicate e quantificate. Il filtro è il calendario. A Latina un secondo bando senza esito peserebbe sul fabbisogno di stoccaggio al 2030; per una PMI una pratica incompleta alla data utile equivale a una pratica non presentata. Prima degli importi, conviene guardare le date: 10, 19 e 23 novembre, 2 dicembre.




