Consultazione sul Quadro nazionale delle qualifiche per istruzione, formazione, orientamento e lavoro.

Lo scorso 28 ottobre l’INAPP, attraverso il Punto di Coordinamento Nazionale EQF, ha avviato una consultazione sui Quadri delle qualificazioni nazionali ed europee. Ne ha dato notizia Formedil Italia, in una comunicazione rilanciata da ANCE. Secondo Formedil Italia, l’obiettivo è raccogliere informazioni sul livello di conoscenza e di utilizzo dei Quadri e dei relativi strumenti. La procedura è aperta da due giorni ed è ancora in corso.

Un questionario anonimo per una cornice europea

Il perimetro dei destinatari è ampio. Formedil Italia riferisce che la consultazione si rivolge a tutti i soggetti che operano nell’istruzione, nella formazione, nell’orientamento e nel lavoro. Sono coinvolti anche gli operatori dell’individuazione, della validazione e della certificazione delle competenze. Il campo comprende quindi enti di formazione, servizi per l’impiego, strutture di orientamento e le realtà che rilasciano attestazioni di competenza. Per estensione riguarda anche le imprese, che quelle attestazioni le leggono e le utilizzano quando assumono o riqualificano il personale.

Colpisce lo scarto tra la materia e lo strumento. La materia è la cornice che attribuisce valore alle qualifiche in Italia e le rende confrontabili in Europa. Lo strumento è un questionario anonimo, compilabile tramite un link online. Non è prevista un’audizione o un tavolo tecnico, né è richiesto un parere motivato. Si tratta di una rilevazione conoscitiva. Se si interviene su un quadro già esistente per capire quanto sia conosciuto e usato, conviene chiarire su quale base normativa poggi e chi abbia già provato a presidiarlo.

Dal D.Lgs 13/2013 al DM 2018: la cornice e un precedente

I riferimenti che seguono risalgono a diversi anni fa e servono da contesto. Il quadro nazionale delle qualifiche si fonda sul D.Lgs 13/2013 e sul successivo DM 8 gennaio 2018. Le fonti disponibili non indicano i singoli articoli e commi su cui la consultazione intende intervenire. Il rinvio resta quindi ai due provvedimenti nel loro complesso. Già nel 2018, poco dopo l’adozione del decreto ministeriale, Formedil annunciava in una propria circolare di quell’anno l’intenzione di istituire un gruppo di lavoro nazionale permanente. Il gruppo avrebbe dovuto sostenere con un approccio unitario la manutenzione del quadro nazionale delle qualifiche e professioni. Dalla fonte risulta l’intenzione. Non risulta l’esito, e su questo punto non è possibile andare oltre.

Il precedente è comunque utile. Mostra che il quadro non è un elenco fissato una volta per tutte, ma richiede una manutenzione continua, e che il settore se n’era accorto da tempo. Quanto alla funzione dichiarata della cornice europea, la scheda del progetto EQF pubblicata dall’INAPP indica che un quadro europeo condiviso può aiutare le persone ad acquisire o aggiornare competenze lungo tutto l’arco della vita. Secondo la stessa scheda, il quadro facilita anche le transizioni tra diverse tipologie e livelli di istruzione e tra formazione e lavoro, sia nel proprio paese sia all’estero. Resta da vedere chi garantisca oggi quella manutenzione e con quale assetto.

Il principio affermato e cosa resta all’impresa

Sulla governance attuale le fonti sono più precise. Secondo l’INAPP, nel periodo 2024-2026 il PCN EQF opererà a stretto contatto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con le amministrazioni centrali e regionali e con altri gruppi di ricerca dell’istituto. Lo scopo dichiarato è garantire la piena attuazione del Sistema nazionale di certificazione delle competenze e del Quadro nazionale delle qualificazioni. Questo è il principio da cui partire. Se la piena attuazione è un obiettivo da perseguire, il sistema delineato dal D.Lgs 13/2013 e dal DM 8 gennaio 2018 non è ancora considerato compiuto da chi ne coordina l’attuazione.

Per l’impresa la conseguenza è concreta. Le qualificazioni inserite nel quadro nazionale sono il riferimento con cui si leggono i titoli dei candidati e si valutano le competenze acquisite fuori dai percorsi formali. Su quella base si progetta anche la formazione interna. Per gli enti formativi, comprese le Scuole Edili del sistema Formedil, il quadro definisce gli standard su cui costruire percorsi e attestazioni. Una rilevazione sul livello di conoscenza e utilizzo degli strumenti permette agli utilizzatori di segnalare ciò che non funziona, ciò che non è conosciuto o ciò che nella pratica non viene usato.

Resta però un punto da dichiarare. Dalle fonti disponibili non risulta come gli esiti del questionario saranno utilizzati. Non è indicato se confluiranno in un rapporto pubblico, se orienteranno modifiche al quadro o se resteranno materiale di analisi interna. Non risulta nemmeno in quali tempi le risposte saranno elaborate. Le decisioni di merito restano in capo al Ministero e alle amministrazioni centrali e regionali con cui il PCN EQF collabora. Chi decide sa, in modo strutturato, che cosa pensano gli operatori che usano ogni giorno quelle qualificazioni? Il questionario è uno strumento per saperlo. Quanto le risposte peseranno, però, non è scritto da nessuna parte.

Per chi certifica, forma o assume, rispondere costa pochi minuti. Può valere più di quanto sembri, perché è uno dei rari punti di accesso a una cornice che stabilisce il valore delle qualifiche. Conviene però partecipare senza illusioni. L’obiettivo della piena attuazione è dichiarato. Il modo in cui le risposte entreranno nel processo resta, per ora, da verificare.