La Corte Ue dichiara incompatibile col diritto europeo la prelazione del promotore ex art. 193 del Codice.

Il project financing doveva essere lo strumento per realizzare in fretta gli interventi del PNRR; oggi, dopo la sentenza della Corte di giustizia del 5 febbraio, chi presenta il progetto ha solo la certezza del rimborso delle spese, non dell’aggiudicazione. La finanza di progetto ha contribuito alla realizzazione di numerosi interventi finanziati dal PNRR, ma la pronuncia resa il 5 febbraio 2026 nella causa C-810/24 ha cambiato il quadro: la pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il diritto di prelazione del promotore previsto dall’articolo 193 del Codice dei contratti pubblici.

La sentenza: il premio al promotore viola la parità di trattamento

L’articolo 193 del Codice dei contratti, nel caso in cui il promotore non risultasse aggiudicatario, gli riconosceva il diritto di prelazione, ovvero la possibilità di uguagliare l’offerta del miglior offerente divenuto aggiudicatario e aggiudicarsi la concessione. La Corte di giustizia ha esaminato tale meccanismo e ha concluso che esso viola il principio di parità di trattamento di cui all’articolo 3 della direttiva 2014/23/UE e le prerogative di concorrenza effettiva di cui all’articolo 41 della stessa direttiva, oltre a porsi in contrasto con la libertà di stabilimento di cui all’articolo 49 TFUE.

Ma la sentenza non si limita a dichiarare l’incompatibilità: impone anche di disapplicare la norma, e qui cominciano i problemi.

Le proposte Anci e l’efficacia immediata: il cantiere aperto

La decisione ha efficacia immediata e impone alle amministrazioni di disapplicare la norma nazionale, anche nei procedimenti già avviati. Resta invece valido il rimborso delle spese di progettazione al promotore fino al 2,5 per cento dell’investimento. A luglio 2026, Anci è intervenuta predisponendo una nota tecnica di approfondimento con indicazioni operative per gli enti locali. Secondo Anci, la finanza di progetto ha rappresentato uno strumento essenziale per sostenere gli investimenti dei Comuni, contribuendo anche alla realizzazione di numerosi interventi finanziati dal PNRR. Per questa ragione l’Associazione ha proposto il rafforzamento del dialogo competitivo tra gli operatori economici, l’introduzione di criteri premiali di aggiudicazione definiti ex ante, l’aumento della percentuale di rimborso delle spese sostenute dal promotore e l’introduzione di un meccanismo a «doppia gara», già previsto dalla cosiddetta legge Merloni. A presentare l’intervento è Chiara Foglietta, assessora del Comune di Torino e presidente della Commissione Infrastrutture e Lavori pubblici di Anci.

Resta però una domanda: le proposte bastano a dare certezza alle procedure in corso?

Cosa resta all’impresa: subentro, rimborso e la disciplina che manca

Dalle proposte si torna al dato concreto: chi aveva vinto con il diritto di prelazione ora rischia di vedersi annullare l’aggiudicazione. In un contenzioso già deciso, la decisione del Consiglio di Stato ha annullato l’aggiudicazione, disponendo il subentro del contratto in favore dell’operatore economico ricorrente, che aveva presentato la migliore offerta. Il margine di rischio per le stazioni appaltanti e per i promotori è evidente: ogni procedimento in corso, se la prelazione è stata applicata, può essere esposto alla disapplicazione e a un nuovo subentro.

Sul piano transitorio, è stata approvata alla Camera una risoluzione che impegna il Governo ad adottare iniziative urgenti volte a prevedere una disciplina transitoria per i procedimenti di finanza di progetto in corso, che garantisca la continuità delle procedure già avviate, al fine di assicurare certezza alle amministrazioni procedenti, tenuto conto dell’autonomia strutturale delle fasi in cui si articola la procedura di project financing di cui all’articolo 193.

Il quadro resta aperto: senza una disciplina transitoria, ogni procedimento in corso è esposto a esiti diversi.

Il diritto di prelazione non c’è più; la parità di trattamento è il nuovo confine. Ma per chi partecipa a un project financing, oggi, la vera incognita non è più vincere la gara, ma sapere se la procedura arriverà a conclusione.